Poteva andare meglio |
"There must have been a time, in the beginning, when we could have said – no. But somehow we missed it." |
Sono un po’ di giorni che ho numerose riflessioni in testa, senza riuscire a dar loro forma scritta.
Da una parte ci sono le domeniche pomeriggio che sono diventate sinonimo di sofferenza perché legate alle partenze. Partenze che mi gettano in un profondo panico perché nei lunghi periodi che torno a casa dimentico come sia possibile che ce la faccia da sola a Milano. I pasti, lo studio, il lavoro, la mancanza della mia famiglia, problemi che affronto quotidianamente diventano montagne insormontabili dopo aver passato le vacanze coccolata e viziata a casa. La realtà è che parto, arrivo a Milano, passo una sera di medio cattivo umore e la mattina sono di nuovo in carreggiata, ma la domenica pomeriggio sono a pezzi.
Da lì si salta a pensare al rapporto con la famiglia, con gli amici, al futuro lavorativo e ai progetti da fare, alle beghe sul lavoro, agli impegni imminenti e al sonno che bene o male mi faccio sempre mancare.
Ma questa è la base, non è depressione, non è lamentarsi, anzi di solito trovo conforto nel vedere che, almeno in parte, riesco a gestirmi in mezzo a tutte queste cose. Come dicevo però è la base, penso che la maggior parte delle persone abbia a che fare con tutto questo.
Un altro pensiero che forse un tempo mi avrebbe dato preoccupazione è quello di accettare i propri limiti. Quando sei piccola sei ancora potenzialmente un’astronauta, una ballerina, una dottoressa o una pittrice. La nostra (ancora per poco) opulenta civiltà insegna ai più piccoli che possono essere tutto ciò che vogliono, il che ha lati positivi e negativi, negativi soprattutto perché in buona parte è una balla e una delle grande lezioni è riuscire a fare i conti con tutto questo. Cosa che sto cercando di fare in questo periodo.
Sto accettando (alla fine forse ci sto riuscendo) i miei limiti e un limite che proprio non volevo accettare è quello di non essere una creativa. Non lo sono, non invento belle storie, non dipingo, non scrivo canzoni, non sono una creativa. Ho un carattere estroverso ma di tutte le cose che faccio la fonte è l’osservazione e la rielaborazione. Non sono una creativa, non so se ho una mente matematica o se le due cose si escludano o vadano di pari passo, ma sicuramente sono qualcosa di differente e tante cose con cui mi sono beata sono un divertimento, un passatempo che a volte può riuscire bene, a volte no, ma sicuramente non sono la mia strada.